
Ha da poco compiuto un anno la sezione di Prato dell’Associazione Go Wine, ed è dunque il momento di tracciare un primo bilancio dei risultati ottenuti. L’occasione si presenta durante l’ultimo evento organizzato dal club il giorno 4 aprile allo Starhotel Michelangelo di Firenze, dedicato ai grandi vini del “triangolo d’oro” piemontese: Barolo, Barbaresco e Roero. Risponde alle mie domande il delegato di zona Stefano Tascini, esperto sommelier e infaticabile promotore di iniziative a tema enologico.



Stefano, per prima cosa ti chiedo di raccontare cos’è l’Associazione Go Wine
Go Wine nasce nel 2001 ad Alba, con una caratterizzazione enoturistica, e perciò le sue attività si rivolgono principalmente alla scoperta dei territori e dei vitigni autoctoni. L’approccio privilegia gli aspetti culturali e di convivialità, piuttosto che il lato tecnico.
Quindi qualunque appassionato può iscriversi all’associazione?
Esatto. A differenza delle associazioni di sommellerie, che si rivolgono a un target specifico con obiettivi di formazione professionale, Go Wine è adatta a un pubblico interessato ad avvicinarsi al mondo del vino in un contesto informale, dove si creano situazioni di condivisione e svago.



In quante città è presente Go Wine?
Attualmente in 15 città, con diffusione su 9 regioni italiane. Ai club storici come Torino, Milano, Roma, Bologna, si sono di recente affiancate altre realtà. La Toscana annovera tre sezioni: Mugello, Livorno e, dal 2023, Prato.
Come procede il lavoro della tua sezione?
Direi molto bene. Sono soddisfatto perché contiamo già su 55 soci, e gli eventi proposti, a cadenza mensile, vanno sold out in pochissimo tempo. Voglio ricordare che le nostre iniziative sono aperte anche ai non soci, proprio nello spirito di coinvolgere ogni persona attratta dall’argomento vino, sia che si tratti di degustazioni, di cene con abbinamenti o di visite in cantina, sempre con etichette rigorosamente italiane.




E per i soci quali vantaggi ci sono?
Con la tessera annuale, dal costo sicuramente abbordabile, diamo in regalo la “Guida alle cantine d’Italia”, dove sono recensite circa 800 aziende che hanno la caratteristica di offrire accoglienza. Inoltre sono garantite bottiglie omaggio e agevolazioni sulle attività.
Il programma degli eventi da chi viene stabilito?
La mia sezione organizza in autonomia 11 eventi all’anno, considerando anche la Cena di Natale; in pratica siamo fermi solo ad agosto. A questi si aggiunge il calendario nazionale, che prevede ogni anno 6 Go Wine weekend e 10 Go Wine day itineranti, ognuno in una diversa zona vinicola d’Italia. Dunque, un cartellone molto ricco, di cui soci e appassionati possono approfittare.
Cosa ci attende prossimamente?
La nostra prossima gita, a fine aprile, avrà come meta le Cinqueterre, con visita a due cantine e pranzo nel paese di Vernazza, mentre per il mese successivo dedicheremo una serata ai vini del Veneto, dalle bollicine all’Amarone.




Terminata l’intervista, giunge l’ora di “affrontare” i banchi d’assaggio, che vedono partecipare undici eccellenti produttori di Barolo e Barbaresco, e come ospite speciale, l’Enoteca Regionale del Roero, con una selezione di diversi esponenti del luogo, oltre a una ricca anteprima dell’annata 2023 di Roero Arneis. Tutti vini che, nel rispetto della filosofia dell’associazione, non solo possiedono alta qualità, ma parlano di un grande territorio, dove il livello di ospitalità e di cura dell’enoturista raggiunge da anni vette di assoluta eccellenza. Ringrazio perciò Stefano Tascini per l’invito e consiglio agli wine lovers di tenere bene d’occhio le iniziative di Go Wine Prato.




