VINI DELLE COSTE E IL FASCINO DELLE APUANE

Nel panorama di eventi che ruotano attorno al vino, un interesse sempre crescente viene riservato a cantine relativamente nuove sul mercato, che però possono considerarsi eredi di una lunga tradizione contadina. Se la novità si abbina poi con la riscoperta di uve autoctone, la salvaguardia del paesaggio e un approccio etico alla viticoltura, ecco che l’importanza di dare spazio e voce a queste realtà “eroiche” diventa ancora maggiore.

Vini delle Coste, il nuovo format ospitato nelle splendide sale del Real Collegio di Lucca, concentra il proprio sguardo sulle aziende collocate in prossimità del mare, in contesti dove clima, suoli e altitudini rendono il terroir veramente unico. Protagonisti della due giorni (30/31 marzo) di degustazioni, masterclass e incontri sul rapporto vino-cibo-cultura (curati dallo chef Cristiano Tomei) sono stati gli oltre 70 produttori toscani presenti; al loro fianco rappresentanti di altre regioni costiere – Marche, Abruzzo, Liguria – che condividono la particolarità di operare in luoghi caratteristici e di grande fascino, ma altrettanto ricchi di sfide e di ostacoli per il lavoro in vigna.

Il tema è stato affrontato durante l’approfondimento “I vini delle Alpi sul mare”, con sette etichette provenienti dalla fascia apuana delle province di Lucca e Massa-Carrara. Come sottolinea nella sua introduzione Silvia Baratta, dell’agenzia Gheusis, parliamo di ambienti in cui per generazioni territorio e comunità si sono plasmati l’un l’altro, fino a formare un corpo omogeneo e peculiare, che – tradotto in campo vinicolo – significa terrazzamenti, vigne sparse e isolate, attività quasi completamente manuale. Di converso, questa dimensione appartata ha permesso di conservare piante di origine secolare, oltre a costituire un perfetto habitat per realizzare prodotti che si distinguano dall’offerta standard.

Dagli interventi dei vignaioli emergono le vicende che hanno segnato la vita delle Apuane, e che si intrecciano in modo strettissimo con la storia dell’agricoltura locale. Un esempio sono le donne della Garfagnana, reclutate come balie agli inizi del Regno d’Italia, direzione Torino, che tornando a casa portavano con sé viti francesi e piemontesi ancora rintracciabili in vecchi filari. Oppure, più indietro nel tempo, le dispute in Lunigiana fra i Malaspina e il vescovato di Luni, risolte grazie alla mediazione di Dante, che comportò lo stabilimento di confini politici poco fedele a quelli naturali, causando bizzarre suddivisioni di fondi e parcelle.

Fra le esperienze presentate, segnalo il progetto di Maestà Della Formica, azienda biodinamica sorta nel 2014 in località La Foce – comune di Careggine (LU) – con l’impianto di riesling renano a 1.050 metri di quota, che ha poi proseguito il suo percorso prendendo in gestione vigneti in via d’abbandono dall’età media di 70-80 anni ricchi di varietà autoctone. Altra impresa da ricordare è il “ritorno al passato” dell’azienda biologica Terenzuola di Fosdinovo (MS) che, dopo aver contribuito ad affermare il vermentino della DOC Colli Di Luni, ha voluto riproporre una tipica consuetudine, quella delle uve miste, grazie all’acquisto di vigne risalenti ai primi del ‘900, dove si contano, a fianco del vermentino, circa 40 specie diverse, con vendemmia e vinificazione simultanea.

Questi due racconti, uniti alla qualità degli assaggi, simboleggiano con evidenza lo scrigno di sorprese enologiche che le cantine delle Apuane possono garantire, e perciò suggerisco a tutti gli appassionati di prestare attenzione ai loro vini, figli della montagna e del mare.

I VINI IN DEGUSTAZIONE

– Maestà Della Formica, Riesling 2022 (riesling renano)

– Calevro, 3 Colli 2023 Candia dei Colli Apuani DOC (vermentino)

– Il Moretto, Arual 2023 Candia dei Colli Apuani DOC (vermentino)

– Terenzuola, Permano 2022 e 2023 Costa Toscana IGT (vermentino, trebbiano e altre uve)

– Tenuta L’Altra Donna, Eroico 2017 (vermentino)

– Monastero Frati Bianchi, Barsaré 2021 Toscana IGT (barsaglina)

– Giardini Ripadiversilia, La Costa 2021 Costa Toscana IGT (syrah)

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