CHAMPAGNE EXPERIENCE: NUOVA SEDE, NUOVI TRAGUARDI

Cambia sede e rinnova i suoi spazi la manifestazione Champagne Experience, giunta al suo ottavo anno. Dato il crescente numero di appassionati coinvolti, e la conseguente esigenza di locali più ampi e facilmente raggiungibili da tutta Italia, l’organizzatore Excellence SIDI s.r.l. (società che riunisce 21 grandi aziende italiane della distribuzione vinicola) ha deciso lo spostamento da Modena a BolognaFiere: una differenza di pochi chilometri, che si traduce però in un importante salto di qualità. Come ogni “prima” che si rispetti, alcuni dettagli devono essere aggiustati – ad esempio l’acustica delle sale dedicate alle masterclass o i posti limitati per sedersi e fare pausa tra un giro di bicchieri e l’altro – ma certamente il team promotore lavorerà per apportare le necessarie migliorie.

Ciò che resta immutato è l’altissimo livello dei produttori presenti: centoquaranta tra maison storiche e vignerons di altrettanta bravura, suddivisi fra le quattro regioni della Champagne (Vallée de la Marne, Montagne de Reims, Côte des Blancs e Côte des Bar), ognuna collocata in una distinta corsia, in modo da offrire ai visitatori un filo conduttore per orientarsi negli assaggi. Gli oltre 7.000 ingressi in due giorni testimoniano il gradimento della proposta di Excellence SIDI, che punta a dare all’evento una dimensione internazionale, e a farne uno dei principali riferimenti per cogliere tendenze ed evoluzioni della sublime bollicina francese e del suo mondo.

A sottolineare la concretezza del progetto arriva il ricco programma delle masterclass – svolte in collaborazione con i marchi partner e condotte da relatori d’eccezione – che hanno affrontato vari aspetti di ordine gastronomico, tecnico e commerciale: dagli abbinamenti con eccellenze quali caviale o Parmigiano Reggiano, ai focus legati all’influenza del terroir, al peso dei formati, alle fermentazioni con o senza malolattica, ai lunghi affinamenti, passando per il racconto di esperienze originali (come il collettivo di produttori indipendenti Champagne Collet o una lezione di degustazione “al buio”, ossia senza l’uso della vista).

Fra i momenti formativi più coinvolgenti per contenuti e interesse, va ricordato senza dubbio l’incontro dal titolo “Parcellari e monovitigni: i nuovi orizzonti di Alexandre Moreau”, presentato dall’importatore Passion France e moderato da Chiara Giovoni, sommelier di lungo corso e Ambasciatrice dello Champagne per l’Italia fin dal 2012. Protagonista del panel la cantina Sylvie Moreau, nata come impresa autonoma nel 1962 e oggi guidata da Alexandre Couillet (appartenente alla terza generazione della famiglia), che ha assunto da pochi anni la completa responsabilità della conduzione aziendale, contribuendo ad inaugurare una nuova era.

Proprio la partecipazione di Alexandre al confronto ha permesso di osservare da vicino il percorso meticoloso intrapreso da questo giovane vignaiolo nella conoscenza di ogni lembo delle sue proprietà, distribuite in gran parte nella Petite Montagne de Reims, attorno al paese di Saint Euphraise, ma con appezzamenti anche nella Vallée de la Marne. I cinque vini in assaggio sono prodotti quasi sperimentali – alcuni superano di poco le 300 bottiglie – voluti per indagare le caratteristiche delle singole micro-parcelle (tutte inferiori a un ettaro) e il comportamento dei vitigni (la “sacra” triade Pinot Noir, Pinot Meunier, Chardonnay) quando sono elaborati in purezza. Un lavoro dunque complesso, dagli esiti non scontati, ma fondamentale per individuare le perfette combinazioni per le cuvée del futuro.

Grazie all’esperta analisi di Chiara Giovoni, il pubblico in sala è riuscito ad apprezzare, sorso dopo sorso, l’opera coraggiosa avviata da Alexandre Couillet (fautore, tra l’altro, della conversione al biologico, certificata nel 2023) e i suoi squisiti frutti: tre Meunier – La Noue, Le Poteau de Coulomnes e il Monocépage Elevage Long – che trovano una sorprendente espressività ed eleganza (per merito di suoli – tipici della Petite Montagne – dove antiche argille si sovrappongono allo strato calcareo); uno Chardonnay – Collection Privée Edition n. 12 – dal gusto pieno, morbido, avvolgente, con abbondante sapidità; un Pinot Noir – Monocépage – succoso e saporito, che eccelle in mineralità, delicatezza e persistenza.

I vini disegnati dalla mano di Alexandre confermano che il motto della cantina – “creatori di emozioni” – risponde alla realtà, e che il cambiamento impresso resta comunque nel solco dei valori familiari. Un tratto comune a molti dei vignerons che comporranno stili e linguaggi dello Champagne negli anni a venire, ennesimo capitolo di una storia da vivere assieme nelle prossime edizioni di Champagne Experience.

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