
Secoli di storia attraversano le campagne tra Firenze e Pisa, e il paese di San Miniato – situato proprio a metà fra i due capoluoghi toscani – ne è stato certamente uno dei protagonisti. Sorta con i longobardi, avamposto di Federico II di Svevia (del quale si ammira tuttora l’imponente rocca), centro di disfide in epoca medievale e infine sede diocesana dal XVII° secolo, San Miniato è dunque da sempre luogo di scambi e incroci fra genti di diversa provenienza, caratteristica che il passaggio dal suo territorio della famosa Via Francigena continua ancora oggi ad alimentare.

Ma un’altra caratteristica contrassegna il comune: la forte tradizione agricola, a partire dal celeberrimo tartufo – protagonista di una popolare fiera nel mese di novembre -, insieme ad un’altrettanto rinomata produzione di ortaggi, olio e vino. Ispirato da questo contesto favorevole e deciso a sviluppare l’attività di famiglia, Leonardo Beconcini inizia negli anni ‘90 uno studio approfondito sui vigneti presenti nei terreni dell’azienda avviata dal padre Pietro, principalmente dedita all’imbottigliamento di Chianti d’annata. Leonardo giunge a selezionare i cloni migliori delle varietà su cui baserà la propria gamma, individuando – accanto alle uve autoctone tipiche dell’area – l’esistenza di un vitigno “intruso”: il tempranillo (probabilmente giunto secoli prima da pellegrini spagnoli). Con un occhio al passato e uno all’innovazione, Leonardo sceglie di valorizzare l’ospite inatteso dei suoi filari, che ormai si era ben adattato al contesto, dedicandogli un’apposita linea.



La tenuta, un tempo compresa fra le proprietà dei marchesi Ridolfi e gestita in regime di mezzadria, viene progressivamente rilevata dai Beconcini a partire dalla metà del secolo scorso, fino ad arrivare – con ulteriori acquisizioni – vicino ai 20 ettari. I suoli si presentano argillosi, calcarei e sabbiosi, ricchi di conchiglie fossili utili a conferire mineralità. L’intera conduzione è dal 2015 certificata in regime biologico, con recente passaggio al biodinamico per il lavoro in cantina. L’azienda fa inoltre parte della Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti ed è fra le promotrici dell’Associazione dei Vignaioli di San Miniato, a sottolineare l’impegno di Leonardo per la promozione dell’identità locale e per la custodia del terroir: un compito che condivide felicemente con la compagna Eva Bellagamba.



Una recente visita in zona mi dà di nuovo l’opportunità di scoprire i prodotti di Beconcini, sotto l’esperta guida della sommelier Anastasia Grazzini. Dal ricco catalogo di referenze trovo in assaggio il bianco Vea 2021 Toscana IGT (trebbiano rosa macerato), l’Ixe 2021 Toscana IGT (100% tempranillo), il Chianti Riserva 2020 DOCG Pietro Beconcini (sangiovese con saldo di canaiolo), il Reciso 2019 Terre di Pisa DOC (sangiovese in purezza da vigne vecchie), il Vigna Le Nicchie 2017 Toscana IGT (100% tempranillo, da piante di 120 anni prefillossera) e l’Aria 2009 Vinsanto del Chianti DOC Occhio di Pernice (100% sangiovese).



Ascoltando la descrizione di Anastasia si può subito percepire la ricerca meticolosa del percorso migliore per ogni etichetta, attraverso i tanti accorgimenti che l’esperienza del vignaiolo riesce a mettere in campo, giocando in particolare sull’utilizzo combinato di più contenitori (cemento, barriques, tonneaux, botte grande), sulla durata delle macerazioni e sul riposo in bottiglia. Un’attenzione fatta di profonda conoscenza delle proprie risorse e chiarezza dell’obiettivo da raggiungere, sempre con la necessaria attesa. Il risultato sono vini agili, scorrevoli, succosi, equilibrati, di ottima pulizia e precisione, moderni nel rispetto delle origini e dei vitigni di provenienza.



Va dunque reso merito alla pazienza e all’estro di Leonardo Beconcini per aver creduto nelle potenzialità di San Miniato, e per la capacità di proseguire il solco di un’antica cultura contadina trasportandola nel gusto contemporaneo. Nei suoi vini troverete il sapore sincero, solido e franco che rispecchia in pieno l’animo del produttore e di un territorio accogliente.
