
Ogni Vinitaly è l’occasione per conoscere le nuove tendenze in atto nel mondo del vino e i progressi legati alle tecniche applicate in vigna e in cantina, in particolare quelle rivolte a diminuire l’impiego della chimica di sintesi in favore di alternative dall’origine naturale. Un trend che si rispecchia sia nella crescita di realtà ispirate ad una visione “ecologica” della viticoltura, sia nel maggior interesse da parte del pubblico verso un consumo etico e consapevole, e che la grande kermesse veronese – giunta al suo 57° anno – approfondisce in numerose forme: con le aree Vinitaly Bio, Raw Wine, Amphora Revolution, FIVI; le tante masterclass; i focus istituzionali e via dicendo.
Fra le principali sfide, l’obiettivo di ridurre o azzerare i solfiti aggiunti nel vino resta uno dei traguardi più ambiti, per gli effetti positivi sulla salute e per mantenere la genuinità della bevanda. Sappiamo quali siano le difficoltà per ottenere un simile risultato, in termini di protezione e capacità conservativa; ora una possibile svolta arriva con il progetto Chestwine®, sviluppato dalla start-up biotecnologica portoghese Tree Flowers Solutions, specializzata nello studio di estratti organici ricavati dalle piante, da impiegare in vari settori industriali, compreso quello agroalimentare.



Nei giorni del Vinitaly ho avuto l’opportunità di dialogare con il Business Developer della start-up portoghese, Filipe Carvalho, in Italia per presentare il progetto ad enologi e operatori del settore. L’idea nasce da una ricerca dell’Istituto Politecnico di Braganza, che alcuni anni fa avviò un’indagine sulle proprietà delle specie vegetali autoctone, tra cui il castagno, per valutarne l’utilizzo in altri ambiti; e proprio dal fiore di castagno si è ottenuto un derivato in grado di sostituire i solfiti nel processo di vinificazione. Tree Flowers Solutions ha poi acquisito il know-how dall’Istituto per testare e certificare scientificamente il prodotto, chiamato appunto Chestwine®, prima di immetterlo sul mercato.

Chestwine®, con le sue doti antiossidanti e antimicrobiche, aiuta il vino a rafforzare in modo autonomo le proprie armi preservanti, senza alterazioni al colore o al gusto, così da salvaguardare le caratteristiche autentiche del vitigno e del territorio. Indispensabile, pertanto, partire già da una base di alto livello qualitativo. Circa un centinaio di produttori – distribuiti tra Francia, Italia, Spagna, Portogallo – stanno attualmente applicando l’estratto nella lavorazione della vendemmia 2024, con buoni feedback dalle prove finora effettuate, mentre in prospettiva la collaborazione può estendersi fino a 200 cantine.



Roberto Mascarin, fondatore di San Valentino (azienda nata nel 1997 sulle colline riminesi), viene a conoscenza del progetto cinque anni fa, durante una fiera all’estero, e subito ne rimane affascinato per la stretta connessione con la sua filosofia aziendale, fatta di grande rispetto per l’ambiente e voglia di percorrere strade innovative. Le vigne condotte in regime biologico, l’intuizione di impiantare cabernet franc e syrah sui propri terreni, il supporto alla rete enoturistica del marchio Rimini DOC, l’uso di orci in terracotta e di vasche inox tronco-coniche, l’adozione del metodo solera per il vino dolce di casa, sono alcuni degli esempi che fanno comprendere lo spirito del vignaiolo: dinamico, sensibile e sempre pronto a raccogliere nuovi stimoli.



Non ha ancora un nome il vino (su base sangiovese, da uve selezionate) realizzato con l’ausilio di Chestwine®, ma dall’assaggio in anteprima subito si apprezzano il colore limpido, la nitidezza dei sapori e la facilità di beva. La sua uscita, prevista per l’autunno, andrà ad arricchire una gamma già molto ampia e “appetitosa”, dove spiccano – oltre ai citati cabernet franc e syrah – tre versioni di sangiovese in purezza, il bianco locale Rebola e la linea ViVi dedicata alla moglie – prematuramente scomparsa – che assieme a Roberto aveva creduto nel sogno di San Valentino, contribuendo a far muovere all’azienda i primi fondamentali passi. Un testimone passato in mano alla figlia Carlotta, oggi a fianco del padre nell’attività, che, grazie al nuovo socio di maggioranza, l’imprenditore romagnolo Gianluca Marchetti, si sta espandendo in numerosi mercati internazionali.
Parte delle immagini è stata fornita da The Dressert, agenzia responsabile delle comunicazioni per Tree Flowers Solutions
Grazie per la condivisione, è stato un piacere parlarti del nostro prodotto innovativo -Chestwine.
Saluti,
Filipe Carvalho
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