LE CANTINE “VULCANICHE” DEL LAZIO AL MERCATO DEI VINI

Si è conclusa con un bilancio ancora in crescendo la 14ª edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, alla sua seconda volta nei padiglioni di Bologna Fiere, dopo l’esordio dello scorso anno. La carica degli oltre mille produttori da tutta Italia (senza dimenticare gli ospiti da Bulgaria, Repubblica Ceca e Slovenia) ha portato sui banchi d’assaggio circa ottomila etichette, mentre 28.000 è il numero totale dei visitatori nei tre giorni di fiera: cifre straordinarie, che pongono il Mercato sul podio dei principali appuntamenti nazionali dedicati al vino.

Ma il Mercato non costituisce solo un’occasione per tanti appassionati di conoscere e acquistare svariate proposte enologiche: bisogna ricordare che, prima di tutto, le cantine partecipanti appartengono alla FIVI (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti), associazione nata per promuovere politiche sostenibili e responsabili nell’approccio alla viticoltura, portando la voce di tante piccole realtà nei tavoli istituzionali italiani ed europei. La rassegna serve dunque da vetrina anche per lanciare messaggi sia a chi detiene poteri decisionali, sia in direzione dei consumatori per stimolare abitudini e comportamenti più consapevoli in campo alimentare.

Tra le molte iniziative in merito: lo spazio in fiera che accoglie le aziende esponenti della “gemella” FIOI (Federazione Italiana Olivicoltori Indipendenti), in un’ottica di sinergia fra custodi dell’ambiente; gli eventi a tema che si svolgono dentro e fuori Mercato, coinvolgendo i locali di Bologna e provincia, per valorizzare la cultura enogastronomica nazionale e locale; l’assegnazione del premio “Vignaiolo come noi” a un personaggio pubblico che, nel proprio mestiere, si distingue per originalità e passione artigiana, al pari dei membri dell’associazione. A completare il quadro giunge il ricco programma di incontri e masterclass, rivolti all’approfondimento del mondo FIVI e alle riflessioni sul futuro del vino.

La masterclass a cui ho assistito, “Viticoltura su suolo vulcanico: l’identità del Lazio in degustazione”, ha posto a confronto sei aziende della regione – dalla Tuscia al Frusinate – con l’esperienza di Enza Saitta, vignaiola sull’Etna, area paragonabile per natura dei suoli. Durante il dialogo – pur nella diversità di climi e altitudini – sono emersi ampi punti di contatto, legati al profilo autentico che simili terreni conferiscono ai vini in termini di mineralità, sapidità e potenziale d’invecchiamento. Non a caso, di ogni bottiglia presentata, sono state scelte vecchie annate, allo scopo di osservare l’evoluzione nel tempo degli aspetti tipici dei singoli vitigni, mettendo in luce – in particolare per i bianchi – grandi doti di eleganza e struttura.

Dal percorso degustativo e narrativo, è emerso il quadro di una regione in forte crescita, determinata a riprendere un ruolo importante nel panorama della penisola, per merito di produttori che credono nelle possibilità del proprio territorio – per storia, vocazione e patrimonio di uve autoctone – e che si muovono in maniera compatta, con vini dal carattere preciso e sincero. L’impronta vulcanica, nelle sue molteplici forme (lapillo, tufo, basalto), rappresenta dunque il tratto comune delle varie anime laziali, ed un valido biglietto da visita per distinguersi sui mercati, sempre più alla ricerca di voci alternative.


In un momento complesso per andamento delle vendite e calo di appeal del vino rispetto ad altre bevande, la risposta che arriva da Bologna punta ancora sul fattore umano, sui valori etici di cui i vignaioli FIVI sono portatori, e sul consolidamento del rapporto di fiducia con la clientela: elementi che, a guardare i numeri citati, si confermano di nuovo vincenti.

Vini in degustazione:

• Lazio igt “Poggio Triale” (Grechetto) – La Pazzaglia – 2019

• Frascati Superiore Riserva docg “Primo” (Greco, Malvasia Puntinata, Bombino) – Merumalia – 2018

• Lazio igt “Convenio” (Malvasia Puntinata) – Casale Certosa – 2018

• Lazio igt “Galieno” (Malvasia Puntinata) – Riserva della Cascina – 2017

• Lazio igt “Violo” (Montepulciano) – Cantina Morichelli – 2018

• Cesanese doc di Olevano “Consilium” (Cesanese) – Migrante – 2010.

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